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MoMA esplora le memorie sintetiche nella nuova mostra di information design
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MoMA esplora le memorie sintetiche nella nuova mostra di information design

4 min di lettura

Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York presenta la mostra "Full Disclosure: The Edge of Information Design", curata da Paola Antonelli, che indaga le modalità con cui il design dell'informazione elabora dati e ricordi per tradurli in esperienze visive. La rassegna, visitabile fino al 13 giugno 2027, esplora come la memoria digitale mostra possa essere codificata, visualizzata e resa interattiva, con un'attenzione particolare alle MoMA memorie sintetiche generate dall'intelligenza artificiale.

Le Memorie Sintetiche e il Ruolo dell'AI nell'Arte

Al centro della mostra information design MoMA si trovano i lavori di Domestic Data Streamers, studio di ricerca e design spagnolo, con il loro progetto "Synthetic Memories Archive". Questa installazione presenta immagini generate tramite intelligenza artificiale (AI) a partire da testi forniti da persone reali, che descrivono ricordi personali ricostruiti. Questi lavori, acquisiti nella collezione permanente del MoMA, offrono una prospettiva su come l'AI possa essere utilizzata non solo per l'arte, ma anche per fini terapeutici, assistendo persone con traumi o affette da demenza nella ricostruzione e visualizzazione delle loro esperienze passate. Ad esempio, tra le memorie ricostruite figurano ricordi d'infanzia al mare, esperienze di attraversamento di confini da parte di migranti o la rievocazione dell'infanzia di una ragazza il cui padre subì repressioni politiche. Il progetto mira a creare un archivio di queste memorie, reindirizzando l'AI generativa verso la conservazione della memoria pubblica e la cura, anziché la sola efficienza commerciale.

L'Information Design: Oltre il Dato Statistico

Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design del MoMA, ha ampliato la definizione di information design, includendo non solo i tradizionali set di dati scientifici o statistici, ma anche narrazioni personali e approcci investigativi. Come ha dichiarato in un'intervista a Dezeen, l'obiettivo è mostrare il fatto investigativo del design dell'informazione in un'epoca di crescente sfiducia nelle istituzioni. La mostra include opere che erano già state esposte nella sua precedente rassegna del 2008, "Design and the Elastic Mind", sottolineando una continuità nella ricerca su come il design interpreti e dia forma alla conoscenza. L'esposizione, la prima del MoMA interamente dedicata all'information design, mette in luce il ruolo fondamentale di questa pratica nel XXI secolo.

Visualizzare la Complessità e la Fiducia nel Design

Tra le trenta opere esposte, la rassegna presenta diversi esempi di come il design dell'informazione possa affrontare temi complessi e promuovere la trasparenza. "Two Sides of the Same Coin" di Laura Kurgan e Dan Miller, ad esempio, visualizza la distribuzione geografica dei microbi associati all'uomo e l'uso del suolo globale nel corso di 12.000 anni, evidenziando la perdita di biodiversità. L'approccio investigativo è evidente nel film "The Seizure of the Iuventa" di Forensic Architecture e Forensic Oceanography, che utilizza ricostruzioni e modelli per supportare la difesa di un'ONG accusata di contrabbando.

L'installazione "Calculating Empires" di Kate Crawford e Vladan Joler occupa un'intera sala, tracciando icone e testi che ripercorrono istituzioni e teorie attraverso la cultura umana e la comunicazione dal 1500. Opere come queste dimostrano come la visualizzazione dati arte possa non solo informare, ma anche stimolare una riflessione critica sulla provenienza e l'affidabilità delle informazioni. Antonelli ha espresso interesse per i designer che creano i propri set di dati, offrendo una "progettazione completa" che permette al pubblico di seguire il percorso di un'informazione e valutarne l'esito.

Il Medium e il Messaggio: Dal Digitale all'Analogico

Molti dei progetti in mostra sono stati realizzati con strumenti digitali, come gli articoli interattivi del New York Times sul fuoco di Notre Dame o sul massacro di Tulsa. Tuttavia, la mostra include anche eccezioni analogiche, come la serie "Dear Data" di Giorgia Lupi e Stefanie Posavec, composta da cartoline disegnate a mano che documentano aspetti della loro vita quotidiana. Questa varietà di mezzi sottolinea il punto di vista di Antonelli: il medium è meno rilevante dell'informazione stessa. Ciò che conta è la capacità del design di rendere accessibili e comprensibili dati complessi, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata. L'evoluzione del graphic design, come riconosciuto anche da premi internazionali come il D&AD Black Pencil, dimostra l'importanza crescente di una comunicazione visiva efficace e innovativa.

Conclusione

"Full Disclosure: The Edge of Information Design" al MoMA offre una panoramica del ruolo del design nel plasmare la nostra comprensione del mondo. Attraverso installazioni che esplorano le MoMA memorie sintetiche e progetti che mettono in discussione la fiducia nelle istituzioni, la mostra evidenzia come l'information design sia una pratica dinamica che si estende ben oltre la mera rappresentazione statistica. L'esposizione invita il pubblico a riflettere sulla natura dell'informazione, sulla sua interpretazione e sul potenziale dell'intelligenza artificiale e del design nel preservare e dare nuova forma ai ricordi individuali e collettivi.