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Dialoghi sonori e visivi: Ei Arakawa-Nash e Yuko Mohri al Kunstmuseum Bochum
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Dialoghi sonori e visivi: Ei Arakawa-Nash e Yuko Mohri al Kunstmuseum Bochum

4 min di lettura

Dal 7 marzo al 13 settembre 2026 il Kunstmuseum Bochum ospita la mostra HOW WE MEET, una rassegna che mette in dialogo le pratiche di Ei Arakawa‑Nash e Yuko Mohri intorno a suono, movimento e materiali quotidiani. Gli artisti, entrambi legati alla tradizione sperimentale del Fluxus, presentano lavori già noti insieme a nuove produzioni site‑specific, trasformando lo spazio museale in un laboratorio di percezione dove acqua, elettricità, frutta e oggetti di uso comune diventano attori di un’esperienza collettiva.

Ei Arakawa‑Nash Yuko Mohri: percorsi artistici

Ei Arakawa‑Nash, nato nel 1977 a Fukushima e attivo tra Los Angeles e Tokyo, sviluppa una pratica performativa che coinvolge oggetti quotidiani, opere d’arte e persone come attori equivalenti. Nei suoi interventi il suono e la lirica sono centrali, spesso impiegati per interrogare sistemi economici e ambientali – dal mercato dell’arte al proprio impatto di CO₂. Yuko Mohri, classe 1980 e residente a Tokio, è nota per le sue installazioni sonore visive che assemblano readymades come ombrelli, rotoli di carta, lampadine e alimenti. Le sue sculture reagiscono a variazioni di temperatura, umidità, luce e al movimento del pubblico, creando coreografie imprevedibili di luci che si accendono e spengono, di campanelli che suonano e di tubi che pompano aria. Entrambi gli artisti hanno partecipato alla 60ª Biennale di Venezia: Mohri ha rappresentato il Giappone nel 2024 con la mostra Compose, mentre Arakawa‑Nash curerà il padiglione giapponese nel 2026.

Il tema della mostra: dialoghi sonori e visivi e l’eredità Fluxus

La mostra prende le mosse dalla precedente esposizione How We Met (novembre 2025–febbraio 2026), che ha presentato la donazione di opere Fluxus della gallerista Inge Baecker al Kunstmuseum Bochum. In HOW WE MEET Mohri e Arakawa‑Nash reinterpretano quell’eredità, creando “incontri” tra acqua e spazio, mela ed elettricità, le proprie idee e quelle di protagonisti del Fluxus quali Alison Knowles, Daniel Spoerri, Mauricio Kagel e Geoffrey Hendricks. Il titolo stesso, How We Meet (in tedesco Wie wir uns begegnen), indica l’attenzione al momento dell’incontro – tra materia e ambiente, tra pubblico e opera, tra i due artisti e la collezione museale. La direzione è quella di un’arte sperimentale Fluxus, dove l’idea precede il singolo gesto geniale e i mezzi sono intenzionalmente semplici: elettrodi, frutta, luci LED, ventilatori e oggetti di uso quotidiano.

Opere nuove e lavori della collezione

Nel percorso espositivo si alternano lavori già presenti nella collezione del museo e nuove produzioni realizzate appositamente per Bochum. Tra le opere di Yuko Mohri troviamo variazioni di Decomposition: 24 Red, in cui elettrodi collegati a frutta in decomposizione generano segnali elettrici trasformati in luci intermittenti, e installazioni che utilizzano ombrelli e ventilatori per creare movimenti azionati dalle condizioni ambientali della sala. Ei Arakawa‑Nash presenta, oltre a una serie di LED‑Paintings del 2020, nuove produzioni che indagano il valore del lavoro, i flussi finanziari e il proprio impatto ecologico, spesso attraverso azioni performative che coinvolgono il pubblico direttamente. Alcune di queste opere sono state sviluppate durante residenze presso l’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, dove l’artista ha collaborato con studenti per la serie di performance Water Money Salad.

Il programma di performance Water Money Salad

Il titolo Water Money Salad attraversa l’intera mostra come filo conduttore di una serie di azioni live. La serie inizia il giorno dell’inaugurazione, venerdì 6 marzo 2026 alle 20:00, con Water Money Salad Series 1, proseguendo poi nei mesi successivi ogni primo mercoledì del mese alle 18:00 (13 maggio, 3 giugno, 1 luglio e 2 settembre). Durante queste performance Arakawa‑Nash, accompagnato da studenti della Kunstakademie Düsseldorf, attiva installazioni che collegano acqua, denaro e alimenti, trasformando lo spazio in una sorta di laboratorio ludico dove i visitatori possono scambiare una mela collegata a elettrodi con un frutto fresco, partecipando così direttamente all’opera. Le performance sono gratuite e aperte a tutti, in linea con la politica di ingresso libero del museo per tutta la durata della mostra.

Informazioni pratiche e contesto del Kunstmuseum Bochum

Il Kunstmuseum Bochum, situato in Kortumstraße 147, è aperto dal martedì alla domenica con orari variabili (mercoledì fino alle 20:00). L’ingresso a HOW WE MEET è gratuito, così come l’accesso alle visite guidate in tedesco e inglese offerte dal museo nei pomeriggi di mercoledì e domenica. Oltre alla mostra principale, il programma 2026 del museo include la collettiva Das öffentliche Grün (aprile–novembre 2026) dedicata al Stadtpark di Bochum e la personale Maria Pinińska‑Bereś – Under the Pink Flag (ottobre 2026–marzo 2027). Queste iniziative collocano HOW WE MEET in un contesto più ampio di attenzione alle pratiche partecipative, al rapporto tra arte e spazio pubblico e alla continuità di sperimentazioni che affondano le radici nel movimento Fluxus.

Conclusione

HOW WE MEET al Kunstmuseum Bochum offre una panoramica chiara sulle ricerche contemporanee di Ei Arakawa‑Nash e Yuko Mohri, mostrando come il loro lavoro continui a dialogare con le avanguardie storiche del Fluxus attraverso installazioni sonore visive, azioni performative e un uso intelligente di materiali quotidiani. La mostra risponde direttamente alle domande più frequenti: si svolge dal 7 marzo al 13 settembre 2026, vede protagonisti due artisti giapponesi di rilievo internazionale, esplora il tema dell’incontro tra suono, movimento e materia in chiave sperimentale Fluxus, e combina opere già note con nuove produzioni site‑specific, arricchite da una serie di performance dal titolo Water Money Salad. Per chiunque sia interessato alle intersezioni tra arte, suono e vita quotidiana, l’appuntamento di Bochum rappresenta un’occasione imperdibile per osservare come le idee Fluxus vengano rivitalizzate nel contesto artistico del 2026.