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ZHA: la rinascita di Zaha Hadid Architects senza il nome
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ZHA: la rinascita di Zaha Hadid Architects senza il nome

4 min di lettura

L'architettura contemporanea assiste a una ridefinizione significativa: Zaha Hadid Architects, lo studio di fama globale, ha ufficialmente annunciato il suo rebranding in ZHA. Questa decisione, comunicata dal principal Patrik Schumacher, arriva al culmine di una lunga battaglia legale e segna un'evoluzione strategica verso una nuova identità collettiva, pur mantenendo viva l'eredità visionaria della sua fondatrice.

La Fine di un Contenzioso e la Nuova Identità ZHA

Il cambiamento di nome da Zaha Hadid Architects a ZHA è il risultato diretto della conclusione di un contenzioso legale con la Zaha Hadid Foundation. La disputa verteva su un accordo di licenza del 2013 che imponeva allo studio di utilizzare il nome "Zaha Hadid" in perpetuo, versando alla fondazione una royalty annuale pari al sei percento dei suoi ricavi. Dal 2018, queste royalties avevano raggiunto i 21,4 milioni di sterline, una somma che lo studio riteneva eccessivamente onerosa.

Come annunciato da Patrik Schumacher su Instagram e riportato da Dezeen, la Corte d'Appello del Regno Unito, nel marzo 2026, ha ribaltato una precedente sentenza dell'Alta Corte, stabilendo che l'accordo di licenza implicava il diritto di recesso con un preavviso ragionevole. Questa decisione ha permesso a Schumacher di scegliere tra la rinegoziazione del contratto e il cambio di nome. La scelta è caduta sulla seconda opzione, portando all'adozione del marchio ZHA. Il nuovo sito web dello studio conferma la cessazione dell'accordo di licenza nel 2025 e disconosce qualsiasi legame con la fondazione, affermando che "ZHA" e "ZHA Architects" sono marchi di ZHA Architects Limited, una società londinese di proprietà dei suoi dipendenti.

Chi Guida ZHA e l'Evoluzione Collettiva

La domanda su chi guida ZHA dopo il rebranding e la scomparsa di Zaha Hadid trova risposta nella figura di Patrik Schumacher. Collaboratore di lunga data di Hadid e principal dello studio dalla sua scomparsa nel 2016, Schumacher ha guidato l'azienda attraverso questa fase di transizione. Egli descrive il passaggio a ZHA come una "naturale evoluzione del marchio", dieci anni dopo la morte di Zaha Hadid, mirata a un'identità più collettiva.

La trasformazione riflette la natura attuale dello studio: una realtà globale con quasi 500 professionisti, operante in sei continenti con oltre cento progetti in sviluppo e costruzione. Questo assetto, ora di proprietà dei dipendenti, sottolinea una visione che, pur affondando le radici nel genio di Hadid, si proietta verso una pratica collaborativa e distribuita.

L'Eredità di Zaha Hadid e la Filosofia Architettonica di ZHA

Il rebranding di ZHA non intende rinnegare l'eredità e la visione di Zaha Hadid, ma piuttosto onorarla attraverso una nuova fase. Schumacher ha dichiarato che il cambiamento è una "nuova tappa, un nuovo capitolo", pur riconoscendo il legame spirituale con la fondatrice. La filosofia architettonica dello studio continua a essere plasmata dai principi del parametricismo, termine coniato dallo stesso Schumacher, che enfatizza l'interrelazione delle variabili di design attraverso strumenti computazionali.

Questa continuità si manifesta nei progetti attuali e futuri, che mantengono l'audacia formale e l'innovazione tecnologica distintive del lavoro di Hadid. La nuova identità ZHA è un tentativo di bilanciare il riconoscimento del passato con la necessità di un'autonomia operativa e una proiezione futura.

Progetti Futuri e Orizzonti Globali di ZHA

Quali sono i progetti futuri e la filosofia architettonica di ZHA? L'agenda dello studio è densa di impegni globali. Con progetti in corso in diverse parti del mondo, ZHA continua a sviluppare opere di grande impatto. Tra gli esempi recenti figurano un complesso residenziale a Tirana, caratterizzato da balconi aggettanti, e un grattacielo di 47 piani a Taipei, la cui forma si ispira a un'orchidea scanalata. Questi progetti dimostrano l'impegno dello studio a esplorare nuove forme e soluzioni costruttive, mantenendo la complessità e la fluidità che hanno reso celebre Zaha Hadid. L'espansione su scala globale e la diversificazione dei progetti sono al centro della strategia di ZHA, che mira a consolidare la propria posizione come attore influente nell'architettura contemporanea.

Il nuovo logo, minimalista e tipografico, insieme a una campagna visiva che ripropone progetti iconici in chiave grafica rinnovata, riflette questa volontà di modernizzazione e di affermazione di una nuova identità ZHA. Si tratta di un'operazione che, pur non staccandosi dalle radici, mira a comunicare freschezza e una visione proiettata in avanti. Questo approccio è in linea con le tendenze di molti grandi studi che, dopo la scomparsa dei loro fondatori, cercano di evolvere la propria immagine per riflettere una leadership più corale e una pratica più estesa. Per un esempio di come altri marchi affrontano il rinnovamento visivo, si può considerare KFC entra nel ‘Bucketverse’: il nuovo brand identity globale.

Conclusione

Il rebranding di Zaha Hadid Architects in ZHA rappresenta un momento cruciale per uno degli studi di architettura più influenti al mondo. Non è una semplice modifica estetica, ma una mossa strategica che consolida l'autonomia operativa dello studio dopo una complessa battaglia legale. Sotto la guida di Patrik Schumacher, ZHA si proietta verso il futuro con una chiara identità collettiva, pronta a proseguire la ricerca architettonica e l'innovazione che hanno sempre contraddistinto il lavoro di Zaha Hadid, adattandole alle sfide e alle opportunità di un panorama globale in continua trasformazione.