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Project Materia: mobili da rifiuti elettronici e gusci di caffè
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Project Materia: mobili da rifiuti elettronici e gusci di caffè

5 min di lettura

La piattaforma Project Materia ha presentato una collezione di arredi che segna un passo significativo nel design circolare caffè e plastica riciclata durante i 3 Days of Design a Copenhagen. La mostra, frutto della collaborazione con il marchio danese Mater, ha esposto mobili sostenibili da rifiuti elettronici e gusci di caffè, trasformati nel materiale innovativo Matek. Tavoli, sedie e scaffali celano circuiti, chip e residui di caffè pressato, diventando esempi di ecodesign mobili riciclati con superfici robuste e dal design organico.

L'Innovazione del Matek: Materiali e Processo

Il cuore di questa collezione è il Matek, un materiale circolare sviluppato da Mater. La sua composizione include gusci di caffè scartati dalla produzione, segatura proveniente dall'industria del legno e plastica riciclata, in particolare quella derivante dai rifiuti elettronici (WEEE), come i componenti di telefoni e computer portatili. Questa combinazione di risorse di scarto viene legata e modellata utilizzando tecniche consolidate dell'industria del mobile.

Come ha spiegato Trine Mark Egeberg, responsabile marketing e sostenibilità di Mater, a Dezeen, i rifiuti elettronici rappresentano il flusso di scarto in più rapida crescita, e la loro integrazione nel Matek risponde a questa sfida. Il processo trasforma questi materiali in fogli piani, che i designer hanno poi lavorato per creare forme complesse e organiche, nonostante le difficoltà iniziali legate alla natura bidimensionale del materiale. Il risultato è una superficie che, a prima vista, può richiamare la pietra, il marmo o il terrazzo, pur essendo completamente derivata da risorse recuperate.

Vantaggi Ambientali e Potenziale del Design Circolare

Il Matek offre vantaggi ambientali concreti rispetto ai materiali tradizionali come legno, plastica vergine o metallo. Utilizzando flussi di rifiuti, riduce la dipendenza da nuove risorse naturali e contribuisce attivamente alla riduzione dell'accumulo di e-waste e scarti organici. Questo approccio si inserisce pienamente nei principi del design circolare caffè e plastica riciclata, dove i materiali vengono reintrodotti nel ciclo produttivo, prolungandone la vita utile e minimizzando l'impatto ambientale.

La durabilità del Matek, descritta come comparabile a quella della pietra, garantisce che gli arredi realizzati con questo materiale siano destinati a una lunga vita, contrastando l'obsolescenza e il consumo rapido. Questo aspetto è cruciale per l'ecodesign mobili riciclati, che mira a creare prodotti esteticamente validi e funzionali, ma anche responsabili dal punto di vista ecologico. L'iniziativa di Project Materia, come sottolineato da Julius Iversen, fondatore di Tableau, mira proprio a esplorare come artisti e designer possano utilizzare materiali innovativi, spostando il focus dai materiali storici a quelli più recenti e sostenibili.

Dalla Mostra alla Produzione: Disponibilità e Mercato

La collezione Project Materia x Mater ha debuttato ai 3 Days of Design di Copenhagen (10-12 giugno 2026) e non si limiterà a questa unica esposizione. L'iniziativa, infatti, intraprenderà un tour che la porterà a Parigi nell'autunno del 2026, a Londra tra il 2026 e il 2027, e successivamente negli Stati Uniti nel 2027. Questo percorso espositivo esteso suggerisce un interesse non solo culturale ma anche commerciale per questi arredi in Matek materia.

Sebbene le fonti non specifichino la possibilità di acquistare o commissionare direttamente i singoli pezzi della mostra fuori dal contesto espositivo, la natura di Mater come marchio di design globale con un forte focus sulla sostenibilità e la circolarità implica una potenziale futura disponibilità commerciale del materiale Matek o di prodotti correlati. L'obiettivo è elevare i materiali di scarto al livello di "design da collezione", come evidenziato da Designboom, suggerendo un valore intrinseco che va oltre la semplice funzionalità.

Il Contributo degli Artisti e la Nuova Materia

Nove designer e artisti internazionali sono stati invitati a lavorare con il Matek senza un brief specifico, garantendo libertà creativa. Tra i pezzi esposti figurano i portacandele Stria di Sophie Dries, realizzati incollando e tornendo fogli di Matek di diversi colori, e lo sgabello Atom di Lea Colombo, dalle forme arrotondate che richiamano geometrie sacre. Willem van Hooff ha creato un "mobile archivio", un omaggio a un oggetto che sta scomparendo nell'era digitale, decorato con intagli personali. Altri contributi includono il paravento Parsifal di Cathrine Raben Davidsen e il tavolo Monolith di Jacob Egeberg.

Questi designer hanno esplorato le possibilità estetiche e strutturali del Matek, dimostrando come un materiale derivato da rifiuti possa essere impiegato per creare oggetti di design raffinati e scultorei. L'approccio di Project Materia mette in discussione il valore dei materiali, chiedendo se una superficie industriale ottenuta dal riuso possa entrare in dialogo con materiali nobili come la pietra. Questo stimola una riflessione più ampia sull'uso dei materiali innovativi WEEE (e-waste) nel design, un campo in cui iniziative come il riutilizzo di componenti elettronici per nuovi oggetti, ad esempio, trovano terreno fertile, come nel caso de La prima PlayStation originale diventa custodia per laptop. L'esplorazione della materia, nella sua accezione più ampia, è un tema ricorrente nel design contemporaneo, come si può osservare anche in progetti che indagano le proprietà della luce e dei materiali, quali SIN presenta la collezione FIELD, esplorazione della materia nella luce.

Conclusione

Project Materia, con la sua collaborazione con Mater e l'introduzione del Matek, offre una prospettiva concreta sul futuro del design. La trasformazione di rifiuti elettronici e gusci di caffè in tavoli e sedie in circuiti riciclati e altri complementi d'arredo non è solo un esercizio di stile, ma una dimostrazione di come l'innovazione materiale e l'approccio circolare possano generare soluzioni esteticamente valide e funzionalmente robuste. L'iniziativa sottolinea l'urgenza di ripensare il valore delle risorse scartate e la capacità del design di guidare il cambiamento verso pratiche più sostenibili.