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Una piattaforma digitale svela i capolavori di Giotto e Cimabue nella Basilica di Assisi
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Una piattaforma digitale svela i capolavori di Giotto e Cimabue nella Basilica di Assisi

3 min di lettura

Il lancio della piattaforma digitale "Preserving Assisi" segna un passo significativo nella conservazione e nell'accessibilità del patrimonio artistico. Sviluppata da Haltadefinizione, parte del Gruppo Panini Cultura, in collaborazione con la Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco, questa iniziativa permette di esplorare la Basilica di San Francesco d'Assisi e i suoi celebri affreschi di Giotto e Cimabue attraverso una lente digitale ad altissima risoluzione. La piattaforma è concepita come un archivio dinamico, aperto a studiosi, restauratori e al pubblico generale, offrendo una visita virtuale della Basilica di Assisi con un livello di dettaglio senza precedenti.

Preserving Assisi: un gemello digitale per la Basilica

Il progetto "Preserving Assisi" è una risposta concreta all'esigenza di documentare e proteggere uno dei complessi monumentali più importanti d'Italia, riconosciuto come sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO. La piattaforma, accessibile gratuitamente, mira a creare un "digital twin" della Basilica, un gemello digitale che ne registri l'architettura, le decorazioni e lo stato di conservazione. Questa documentazione accurata è fondamentale non solo per la ricerca storico-artistica, ma anche come riferimento per monitorare nel tempo eventuali alterazioni o per supportare future campagne di restauro.

Il sistema integra diverse tecnologie avanzate. Le riprese ad altissima risoluzione, note come gigapixel, consentono di catturare dettagli quasi invisibili a occhio nudo durante una visita tradizionale. A queste si aggiungono rilievi tridimensionali e ambienti a 360 gradi, che offrono una navigazione immersiva e contestualizzata. Le campagne di acquisizione, condotte tra il 2025 e il 2026, hanno generato oltre 27.000 fotografie, traducendosi in più di 12 terabyte di dati e 98 asset digitali. Tra i capolavori digitalizzati spicca la Crocifissione di Pietro Lorenzetti, la cui immagine gigapixel raggiunge una risoluzione di quasi 8 miliardi di pixel.

La tecnologia gigapixel a supporto della conservazione

La domanda su come la tecnologia gigapixel e 3D aiuti a studiare e preservare gli affreschi di Giotto e Cimabue trova risposta nella precisione e nell'approfondimento che essa offre. La possibilità di ingrandire i cicli pittorici fino a osservare le singole pennellate, le microfratture o le tracce di precedenti interventi di restauro, fornisce a storici dell'arte e conservatori uno strumento di analisi ineguagliabile. Luca Ponzio, fondatore e CEO di Haltadefinizione, ha sottolineato come la piattaforma permetta di esplorare le opere a diversi livelli interconnessi, rivelando dettagli impossibili da cogliere altrimenti e facilitando la comprensione delle relazioni tra monumento, spazio e opera d'arte. Questa visione integrata è cruciale per la tutela del patrimonio.

Il legame con il terremoto del 1997

Il progetto "Preserving Assisi" porta con sé anche la memoria di un evento traumatico: il terremoto di Assisi del 1997. Quel sisma, che causò il crollo di sezioni delle volte affrescate della Basilica Superiore, mise in evidenza l'importanza vitale di disporre di un archivio fotografico di alta qualità. Fortunatamente, poco prima della scossa, i capolavori di Giotto erano stati oggetto di una campagna fotografica commissionata dalla casa editrice Franco Cosimo Panini Editore, società madre di Haltadefinizione. Quegli scatti si rivelarono indispensabili per la ricostruzione frammento per frammento degli affreschi.

Trent'anni dopo, il progetto "Preserving Assisi" riprende e amplifica quella lezione, fornendo una documentazione digitale ancora più dettagliata e completa. Come affermato da Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di San Francesco, l'esperienza del 1997 ha reso ancora più consapevole l'importanza di creare un registro fotografico di massima qualità per salvaguardare questo straordinario patrimonio. Le fotografie digitali ad alta risoluzione, insieme ai rilievi 3D, costituiscono ora un riferimento stabile e preciso che supporterà qualsiasi intervento futuro, garantendo che il patrimonio artistico della Basilica possa essere tramandato alle generazioni future con la massima integrità possibile.

Conclusione

"Preserving Assisi" rappresenta un modello di come la tecnologia digitale possa servire la cultura e la conservazione. Offrendo una visita virtuale dettagliata e accessibile, la piattaforma non solo democratizza l'accesso ai capolavori di Giotto e Cimabue, ma stabilisce anche uno standard elevato per la documentazione del patrimonio artistico. Il progetto, destinato a espandersi con nuove acquisizioni e ricerche, è un ponte tra l'innovazione digitale e la salvaguardia di un sito di eccezionale significato spirituale, storico e culturale.