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Le Montagne e le Nubi di Calder tornano a Capitol Hill
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Le Montagne e le Nubi di Calder tornano a Capitol Hill

3 min di lettura

Le sculture di Alexander Calder tornano a dialogare con l’architettura del potere: le “nuvole” di Mountains and Clouds sono state sollevate di nuovo nell’atrio del Hart Senate Office Building, completando il ripristino dell’ultima opera dell’artista dopo oltre un decennio di assenza. L’installazione, alta 51  piedi e larga 75  piedi, combina cinque triangoli di acciaio nero che evocano una montagna con quattro forme orizzontali che suggeriscono nuvole, un equilibrio tra massa e leggerezza che Calder aveva concepito per lo spazio istituzionale nel 1976.

Storia e significato dell’opera

Commissionata mentre il Hart Building era ancora in costruzione, la maquette di Mountains and Clouds fu presentata da Calder stesso il 10  novembre 1976, poche ore prima della sua morte per infarto. Il progetto fu poi realizzato grazie al sostegno del senatore Nicholas F. Brady, di Paul Mellon e di C. Douglas Dillon, e l’opera fu definitivamente installata nell’atrio nel 1986. Per trent’anni la scultura è rimasta un punto di riferimento visivo nel cuore del potere legislativo, con le sue “nuvole” sospese che ruotavano lentamente grazie a piccoli motori comandati da un computer, mentre le “montagne” rimanevano fisse al pavimento. L’opera è l’unica nella produzione di Calder che combina elementi stabili e mobili, riflettendo la sua ricerca costante di equilibrio tra forma e movimento.

Perché le nuvole furono rimosse e il restauro

Nel 2014, a seguito di un’analisi strutturale sollecitata dal terremoto del 2011 che aveva colpito la zona, l’Architect of the Capitol decise di abbassare le nuvole per verificare la loro integrità. Le sezioni furono poi smontate completamente nel 2016, lasciando soltanto le montagne visibili nell’atrio. Secondo Christian Quilici, consulente indipendente citato dal New York Times, la rimozione è stata percepita come una “mutilazione” dell’ultimo capolavoro dell’artista, poiché ha spezzato la composizione originale che vedeva le nuvole ruotare attorno alla cima della montagna.

Il ripristino è stato possibile grazie a un finanziamento di 12 milioni di dollari proveniente da due donatori privati, facilitato dalla Calder Foundation. Le nuove nuvole sono state realizzate in fibra di carbonio composito, un materiale più leggero ma resistente, che riproduce fedelmente le forme originali. Le sezioni sono state sollevate nuovamente nell’atrio il 22 settembre 2026, come mostrato nelle immagini diffuse da Getty Images, e l’installazione è ora completa.

Dettagli tecnici: motore e materiale

Le nuvole di Calder non si muovono per correnti d’aria; nel progetto originale erano azionate da piccoli motori elettrici controllati da un programma che genera pattern casuali di movimento. Durante il restauro, i motori sono stati sostituiti con unità moderne di stessa potenza, mantenendo lo stesso principio di rotazione lenta e imprevedibile. Secondo l’Artnet Bulletin, i motori saranno riattivati a partire da novembre 2026, permettendo nuovamente alle nuvole di descriere le loro traiettorie tipiche. Le nuove lastre, spesse meno di tre pollici, sono state fissate alla struttura esistente tramite staffe nascoste, garantendo sia la sicurezza strutturale che la fedeltà estetica all’opera del 1976.

Il contesto delle sculture pubbliche USA

Il ritorno di Mountains and Clouds rinnova l’attenzione sul ruolo delle sculture monumentali negli edifici federali statunitensi. Opere come questa, che integrano arte astratta e funzioni architettoniche, contribuiscono a creare spazi di riflessione nei luoghi di decisione politica. La scelta di ripristinare l’opera piuttosto che sostituirla segnala un impegno verso la conservazione del patrimonio artistico contemporaneo, anche quando esso entra in dialogo con esigenze di sicurezza e di manutenzione tecnica. L’intervento dimostra inoltre come partnership pubblico‑private possano affrontare interventi costosi e complessi, preservando l’integrità di lavori che altrimenti rischierebbero di essere dimenticati.

Conclusione

Con le nuvole nuovamente al loro posto, Mountains and Clouds ritrova la sua unità originaria, offrendo ai senatori, ai lavoratori e ai visitatori del Hart Senate Office Building una visione completa dell’ultimo gesto creativo di Alexander Calder. Il progetto, costato 12 milioni di dollari e reso possibile da due mecenati privati, non solo ripara un danno strutturale ma ristabilisce un equilibrio simbolico tra la solidità delle montagne e la leggerezza delle nuvole – un metafora che continua a risuonare nel contesto istituzionale dove l’opera è collocata.