
Un Bernini nascosto: dipinto inedito scoperto nei magazzini di Vienna
Un dipinto inedito attribuito a Gian Lorenzo Bernini, il Ritratto di Vecchio, è stato riscoperto nei depositi del Kunsthistorisches Museum di Vienna. L'opera, che arricchisce in modo significativo il raro corpus pittorico del maestro barocco, sarà presentata al pubblico per la prima volta a dicembre in una mostra dedicata, offrendo una nuova prospettiva sulla versatilità di Gian Lorenzo Bernini.
Un ritrovamento inaspettato: la storia di un'attribuzione contesa
Il Ritratto di Vecchio, datato intorno al 1670, era custodito nei magazzini del Kunsthistorisches Museum dal 1989, classificato come opera di un anonimo artista romano del XVII secolo. Questo dipinto, una rappresentazione quasi a grandezza naturale di un anziano con capelli bianchi scomposti e uno sguardo intenso e diretto, ha avuto una storia espositiva e attributiva complessa. Entrato nella collezione del museo nel 1920 grazie al lascito del collezionista viennese Richard Lieben, era inizialmente attribuito a Philippe de Champaigne. Nel corso del secolo successivo, come riportato da Artsy, l'opera è stata oggetto di molteplici riattribuzioni, passando da un anonimo pittore italiano a nomi come Jean Jouvenet, Jacob Ferdinand Voet, Erasmus Quellinus il Giovane e, più recentemente, Giovanni Battista Gaulli, detto Baciccio, un collaboratore di Bernini. Questa incertezza ha contribuito al suo oblio nei depositi del museo. La sua riscoperta come opera di Gian Lorenzo Bernini è particolarmente rilevante, considerando che l'artista è celebre principalmente per la sua scultura e architettura barocca, con meno di venti dipinti ampiamente accettati come autentici.
Le argomentazioni dietro la nuova attribuzione
La curatrice Gudrun Swoboda del Kunsthistorisches Museum ha condotto la ricerca che ha portato alla nuova attribuzione del Ritratto di Vecchio a Bernini. Le sue argomentazioni si basano su un'analisi approfondita di elementi stilistici e tecnici. La datazione intorno al 1670 è supportata dall'osservazione dell'abbigliamento del soggetto, del colletto e dell'acconciatura, che riflettono fedelmente le mode romane del periodo. Swoboda evidenzia la notevole precisione anatomica e il profondo senso dello spazio del dipinto, trovando parallelismi con opere scultoree di Bernini, in particolare nella resa della bocca, che ricorda il celebre busto di Luigi XIV.
La curatrice descrive la tecnica pittorica impiegata nel volto come distintamente "scultorea", con pennellate brevi e corpose che sembrano "costruire e modellare un volto come nell'argilla", un approccio che riflette la sua maestria nella scultura. Ulteriori riscontri stilistici sono stati identificati in un disegno autoritratto di Bernini conservato nella Royal Collection del Regno Unito, datato tra il 1675 e il 1680. Un esame scientifico ha inoltre corroborato l'ipotesi di una collaborazione nella realizzazione dell'opera: la testa e il colletto, finemente eseguiti, sono attribuiti a Bernini stesso, mentre il vestito nero e la spalla, meno definiti e con una fattura più debole, potrebbero essere stati completati da un'altra mano, forse uno dei suoi figli. La Swoboda ipotizza che il soggetto del ritratto possa essere Mario Chigi, fratello di Papa Alessandro VII e uno dei più importanti mecenati di Bernini nel periodo tardo della sua carriera.
Bernini pittore: un corpus raro e la sua rilevanza storica
La scoperta di un nuovo dipinto di Gian Lorenzo Bernini è un evento significativo perché, sebbene Bernini sia riconosciuto come uno dei massimi esponenti del Barocco italiano, la sua produzione pittorica è estremamente limitata rispetto alla sua vasta e influente opera scultorea e architettonica. I dipinti autentici a lui attribuiti sono pochi, e la maggior parte di essi risale a prima del 1640. L'attribuzione del Ritratto di Vecchio a un periodo così tardo come il 1670 è un elemento che genera discussione nella comunità accademica, poiché si riteneva generalmente che Bernini avesse smesso di dipingere circa due decenni prima.
Questa nuova attribuzione, se unanimemente confermata, potrebbe dunque rimettere in discussione e sostanzialmente rivedere la cronologia della carriera pittorica di Bernini, offrendo una nuova prospettiva sulla sua versatilità artistica e sulla durata del suo interesse per la pittura. La rilevanza della scoperta non risiede solo nell'aggiunta di un'opera al suo catalogo, ma anche nella possibilità di approfondire la comprensione del suo approccio alla pittura in un periodo della sua vita meno esplorato sotto questo aspetto. Come altre scoperte che portano alla luce aspetti meno noti di grandi maestri, questa evidenzia come l'arte possa celare ancora segreti, invitando a una continua ricerca e reinterpretazione, un po' come accade con l'arte nascosta di Alejandro Aguilar Canela.
La mostra "Bernini: Painter and Sculptor" a Vienna
Il Ritratto di Vecchio sarà il fulcro della mostra "Bernini: Painter and Sculptor", che si terrà al Palais Lobkowitz di Vienna, sede del Theatermuseum, dal 2 dicembre 2026 al 4 aprile 2027. L'esposizione, organizzata dal Kunsthistorisches Museum, mira a presentare il grande artista da una prospettiva sorprendente e finora poco indagata: quella del pittore.
Accanto al dipinto inedito, la mostra includerà circa dieci importanti prestiti internazionali, tra cui l'autoritratto di Bernini dagli Uffizi e il disegno della Royal Collection menzionato dalla curatrice Swoboda. L'obiettivo è permettere ai visitatori di riscoprire Bernini pittore barocco non solo come scultore e architetto, ma anche come un abile ritrattista e pittore, esplorando la sua tecnica e il suo stile in un contesto espositivo dedicato. L'evento rappresenta un'occasione unica per il pubblico di confrontarsi con una dimensione meno conosciuta, ma altrettanto affascinante, della produzione artistica di uno dei geni del Barocco.
Conclusione
La riscoperta del Ritratto di Vecchio nei depositi del Kunsthistorisches Museum di Vienna rappresenta un momento significativo per gli studi su Gian Lorenzo Bernini. Questo dipinto non solo espande il limitato corpus delle sue opere pittoriche, ma stimola anche una riconsiderazione della cronologia e dell'ampiezza della sua attività come pittore. L'imminente mostra "Bernini: Painter and Sculptor" offrirà l'opportunità di approfondire questa dimensione meno conosciuta del maestro barocco, mettendo in luce la sua versatilità e la complessità della sua pratica artistica, invitando a una nuova lettura di uno degli artisti più influenti del Seicento.