
Wallace Chan presenta Vessels of Other Worlds: gioielli e sculture monumentali tra Venezia e Shanghai
Wallace Chan, artista noto per le sue creazioni orafe e scultoree, presenta Vessels of Other Worlds, un'esposizione simultanea che si snoda tra Venezia e Shanghai. La mostra, che ha aperto i battenti l'8 maggio 2026 a Venezia e il 16 luglio 2026 a Shanghai, esplora i concetti di tempo, scala e trasformazione attraverso opere che spaziano da gioielli a sculture monumentali in titanio.
Un ponte tra Oriente e Occidente: le sedi espositive
L'esposizione Wallace Chan Vessels of Other Worlds si articola in due sedi distinte ma connesse. A Venezia, le opere sono ospitate nella storica Cappella di Santa Maria della Pietà, un ambiente che dialoga con la tradizione artistica occidentale. Contemporaneamente, a Shanghai, la mostra trova spazio al Long Museum West Bund, una delle maggiori gallerie private cinesi. Questa scelta duale non è casuale: l'artista Wallace Chan ha espresso il desiderio di creare un ponte tra culture, unendo le due città legate dall'acqua e dalla loro storia. Le installazioni veneziane e quelle di Shanghai sono mantenute in comunicazione attraverso portali video in tempo reale, creando una continuità spaziale e concettuale fino alla chiusura delle mostre, prevista per ottobre 2026.
Le sculture monumentali in titanio
Al centro di Wallace Chan Vessels of Other Worlds vi sono tre sculture in titanio di dimensioni imponenti. A Venezia, le versioni iniziali misurano circa un metro e mezzo di altezza. Al Long Museum di Shanghai, le stesse "navi" raggiungono altezze di sette, otto e dieci metri. La scultura più grande, denominata Birth, pesa 4,6 tonnellate ed è assemblata da oltre 5.500 componenti in titanio, 1.500 in alluminio e quasi 20.000 viti in acciaio, con 725 ingranaggi e 922 figure umane che si intersecano, simboleggiando il destino e l'infinità del tempo. L'impiego del titanio, materiale leggero ma resistente, è una delle innovazioni distintive di Chan, che lo ha adottato per le sue creazioni orafe e, più recentemente, per le opere scultoree di grande scala.
Significato e ispirazione delle opere
Le tre sculture principali rappresentano il ciclo della vita: nascita, crescita e rinascita. La loro ispirazione deriva dagli Olea Sancta, gli oli sacri utilizzati nei riti cattolici di benedizione e purificazione, evocando temi di trasformazione, memoria e spiritualità. L'artista trae spunto anche da opere come Il Giardino delle delizie di Hieronymus Bosch, infondendo nelle forme intricate e fantastiche delle sue opere un senso di fluidità. L'installazione di Shanghai include una scultura centrale con una porta, invitando i visitatori a entrare e sperimentare un interno caleidoscopico, con aperture a specchio che richiamano la tecnica di intaglio illusionistico di Chan, il Wallace Cut.
Wallace Chan: l'artista e l'innovatore
Wallace Chan, nato nel 1956, ha iniziato la sua carriera come intagliatore a soli sedici anni. La sua traiettoria lo ha portato a diventare un artista e innovatore riconosciuto a livello globale, spinto da una costante curiosità. Tra le sue invenzioni, il Wallace Cut, una tecnica di intaglio illusionistico sviluppata nel 1987, e un metodo pionieristico per lavorare il titanio. Le sue opere, che includono rinomati gioielli e sculture, sono presenti nelle collezioni permanenti di musei come il Victoria and Albert Museum, il Museum of Fine Arts di Boston e il British Museum. Le esposizioni di Wallace Chan alla Biennale di Venezia, pur non essendo parte ufficiale dell'evento, hanno coinciso con le edizioni precedenti, come Titans (2021), Totem (2022) e Transcendence (2024), consolidando la sua presenza nel panorama artistico veneziano.
Conclusione
Vessels of Other Worlds di Wallace Chan si configura come un'esposizione ambiziosa che sfida le convenzioni di scala e materialità. Attraverso l'uso innovativo del titanio e una profonda riflessione su temi universali come il ciclo della vita e la spiritualità, l'artista crea un dialogo tra artigianato e tecnologia, tra tradizione orientale e contesto occidentale. La mostra, curata da James Putnam, offre una panoramica sulla visione di Chan, evidenziando la sua capacità di trasformare materiali industriali in forme d'arte poetiche e di connettere mondi apparentemente distanti.