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Thomas Bangalter sorprende a Art Basel 2026 con un set esclusivo al fianco di Rampa
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Thomas Bangalter sorprende a Art Basel 2026 con un set esclusivo al fianco di Rampa

3 min di lettura

Thomas Bangalter ha sorpreso i partecipanti di Art Basel 2026 con un set improvvisato al fianco del produttore Rampa, inserito nell’after‑party “Warehouse Artefacts”. L’esibizione, priva di telefoni, si è svolta la sera del 21 giugno nella Hall 1.1 del Kunsthalle Basel, dove gli organizzatori avevano previsto un’esperienza immersiva tra installazione luminosa e pista da ballo de‑costruita.

Qual è stata la setlist completa?

Bangalter ha alternato brani classici dei Daft Punk – “Giorgio by Moroder”, “One More Time”, “Something About Us” e “Rollin’ and Scratchin’” – a tracce di Giorgio Moroder, Chic, Donna Summer, Chuck Roberts e Sufjan Stevens. Tra i momenti più curati, la performance ha inserito il celebre discorso di Charlie Chaplin in Il Grande Dittatore, il “Music for the Funeral of Queen Mary” di Henry Purcell e “Daft Punk Is Playing At My House” dei LCD Soundsystem.

Come è strutturata l’esperienza “Warehouse Artefacts”?

L’installazione, curata da Bangalter, Rampa e dal regista‑artista Julian Charrière, proponeva una “dancefloor” de‑costruita attorno a un monolite di vetro. All’interno del monolite girava una macchina a nastro BASF del 1948 con la lettura della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte di Eleanor Roosevelt, creando un contrasto tra memoria storica e vibrazioni della rave. Durante il pomeriggio (11‑17 h) la mostra era aperta a tutti i possessori di biglietto Art Basel; la sera (18‑23 h) si è trasformata in un rave con il DJ set di Rampa e l’intervento di Bangalter, che ha utilizzato un sintetizzatore modulare Doepfer A‑100, una macchina a nastro e l’Erica Synths Perkons HD‑101.

Quali sono state le reazioni del pubblico?

I video condivisi sui canali social di DJ Mag e di Art Basel hanno raccolto migliaia di visualizzazioni e commenti. Molti spettatori hanno definito l’evento “un momento storico per la scena elettronica” e hanno elogiato la capacità di Bangalter di passare dal classico al sperimentale senza soluzione di continuità. Tra le citazioni più condivise:

“Non avrei mai immaginato di sentire ‘One More Time’ in un contesto così artistico. Un vero ponte tra arte e club.” “La parte con il nastro di Eleanor Roosevelt è stata la più toccante: la musica diventa discorso, la pista diventa spazio di riflessione.”

L’assenza di telefoni ha aumentato la sensazione di immersione, spingendo il pubblico a vivere il suono in modo più corporeo.

È possibile acquistare biglietti o merchandising?

L’evento “Warehouse Artefacts” era riservato ai possessori di biglietto Art Basel; per l’after‑party è stato possibile prenotare un “biglietto rave art.klub Basel” tramite il link indicato nella bio di Art Basel su Instagram. Alcuni partecipanti hanno segnalato la vendita di t‑shirt con il logo della collaborazione, disponibili nello shop digitale dell’art‑klub.

Come si inserisce questo set nel percorso post‑Daft Punk di Bangalter?

Il set di Basel è l’ultimo di una serie di apparizioni soliste dal 2021, anno della fine del duo. Dopo le colonne sonore per i balletti “Mythologies” e “Mirage”, Bangalter ha partecipato a un live su The Lot Radio a Brooklyn e a un b2b con Fred again… al Alexander Palace di Londra. L’intervento a Basel conferma la sua presenza costante nella scena elettronica, ora più legata a progetti multidisciplinari che combinano musica, installazione e archivio storico.

Conclusione

Thomas Bangalter ha trasformato l’after‑party di Art Basel 2026 in un’esperienza che ha superato la semplice performance musicale, integrando suono, storia e arte visiva. Il set con Rampa ha offerto al pubblico una panoramica della sua produzione, dal disco classico alla sperimentazione analogica, e ha dimostrato come la cultura club possa dialogare con le istituzioni artistiche senza compromessi. L’evento ha inoltre rafforzato la reputazione di Art Basel come piattaforma per iniziative che coniugano arte contemporanea e cultura elettronica.