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Plain Text 3: la rivista che esplora il futuro della tipografia
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Plain Text 3: la rivista che esplora il futuro della tipografia

3 min di lettura

La terza edizione di Plain Text, la pubblicazione semestrale curata e progettata da Lucas Descroix e Benjamin Dumond per la loro fonderia Plain Form, è stata rilasciata. Con il titolo Plain Text 3, la rivista continua il suo percorso nell'esplorazione del futuro della tipografia, concentrandosi sulla sperimentazione e sull'approfondimento del ruolo del testo nella comunicazione visiva. Questo numero si distingue per l'analisi di nuove tecniche di disegno di glifi e l'utilizzo delle variabili OpenType, consolidandosi come riferimento per i designer interessati a ridefinire i confini della lettera stampata.

Plain Text: Una Piattaforma per la Ricerca Tipografica

Sin dal suo esordio, Plain Text si è affermata come una piattaforma dedicata alla tipografia esplorativa. La pubblicazione offre uno spazio per condividere ricerche, dubbi, successi e insuccessi nel campo del design dei caratteri, contribuendo a costruire una teoria tipografica che sia eclettica, poetica e partecipativa. L'obiettivo è andare oltre le aspettative convenzionali, permettendo alle lettere di esplorare nuove configurazioni e significati. La prima edizione, ora esaurita in formato cartaceo, è disponibile per la consultazione online.

Plain Text 3: Approfondimenti e Contributi

Plain Text 3 amplia ulteriormente il campo di indagine, presentando tredici distinte investigazioni che mettono in discussione i limiti tradizionali dell'alfabeto. Tra i contributi, Benjamin Dumond riflette sulla tipografia come pratica multiforme, mentre Eugénie Bidaut esamina la leggibilità attraverso metodi di contrasto non convenzionali e script inclusivi. Thomas Huot-Marchand riprende il lavoro di Émile Javal sulla relazione tra occhi e lettere, estendendolo a una più ampia analisi della società.

La rivista include anche una conversazione approfondita con Johanna Drucker sul valore e la "magia" degli alfabeti. Altri contributi spaziano dall'esplorazione della scrittura asemica e dell'assenza di Gabriele Čepulytė, alle riflessioni di Ariel Martín Pérez sulle lettere assenti nelle Isole Canarie. Mankun Guo presenta un approccio alla tipografia in movimento, dove i caratteri si trasformano e prendono forma dinamica. Questi studi collettivi mirano a spingere i confini teorici e artistici del design tipografico, esplorando il potenziale latente della scrittura.

Il Futuro della Tipografia tra Sperimentazione e Teoria

L'edizione più recente di Plain Text 3 si propone di stimolare un dibattito sul futuro della tipografia attraverso una lente speculativa e sperimentale. Vengono indagate le forze che modellano il mondo attraverso la semplicità delle forme letterali, come evidenziato dal lavoro di Luther R. Marsh. Alex Balgiu analizza la grammatica visiva dell'ornamento, mentre Hélène Marian raccoglie tratti da mondi non visibili. Lucas Descroix, in collaborazione con Marc Pessin, conduce un viaggio attraverso le "ombre alfabetiche", e la stessa Plain Form contribuisce con un'antologia di finzioni incentrate sulle lettere.

Queste ricerche mettono in luce come la tipografia non sia solo uno strumento di comunicazione, ma anche un campo fertile per l'espressione artistica e la riflessione culturale, in cui il carattere può assumere nuove valenze. In questo contesto, progetti come quello di Calenza: la tipografia delle strade di Valencia diventa un font da museo dimostrano come la ricerca sui caratteri possa trascendere la mera funzione pratica per diventare oggetto di studio e valorizzazione culturale.

Dettagli della Pubblicazione

Plain Text 3, pubblicato da Plain Form, è stato rilasciato a marzo 2026. La rivista ha un formato di 21 × 29,7 cm e si compone di 80 pagine, stampate in offset su carta Munken Print White. È disponibile in edizione bilingue, inglese e francese, e ha un costo di 14 euro. La sua distribuzione mira a raggiungere un pubblico internazionale di professionisti e appassionati del settore.

Conclusione

Plain Text 3 consolida la reputazione della rivista come voce autorevole nella discussione sul futuro della tipografia. Attraverso una combinazione di analisi teoriche, studi di leggibilità e sperimentazioni visive, la pubblicazione offre una prospettiva approfondita e stimolante sul potenziale inespresso delle lettere. Il suo approccio, che va oltre la mera funzione comunicativa per esplorare la dimensione poetica e concettuale del carattere, la rende una risorsa rilevante per chiunque desideri comprendere e influenzare l'evoluzione del design tipografico contemporaneo.