
How&How re‑immagina Ideogram: l’AI che ritorna al gusto umano
Ideogram, la piattaforma di generazione di immagini basata su intelligenza artificiale, ha affidato a How&How la creazione di una nuova identità visiva che vuole riportare al centro il gusto umano e la manualità tipografica, in contrasto con l’estetica fredda e omogenea che caratterizza gran parte del design AI odierno.
Perché un re‑branding ora?
Il progetto nasce da una domanda posta da Ideogram a How&How: come si può distinguere un servizio di AI design quando il mercato è saturo di soluzioni “generiche” e spesso percepite come poco originali? Il brief ha subito acceso un dibattito interno allo studio, dove i creativi hanno dovuto confrontarsi con le proprie riserve etiche sull’uso della tecnologia. Come racconta in un’intervista a Creative Review, il team ha discusso a lungo sul “moral compass” interno, riconoscendo che il lavoro su un prodotto generativo non è neutro ma richiede una comprensione pratica della tecnologia.
Un logo che “pensano” al cervello
Al centro del nuovo brand system spicca un’icona stilizzata a forma di cervello, capovolta rispetto al logo precedente. Nella zona negativa si intravede una “I” che richiama il nome Ideogram, ma soprattutto suggerisce che le idee e le decisioni restano prerogativa umana. Il simbolo è accompagnato da animazioni di particelle e sinapsi in continuo movimento, a sottolineare la sinergia fra AI e creatività tradizionale. In questo modo il marchio comunica che l’AI è uno strumento – non un sostituto – per i designer.
Tipografia artigianale e palette calde
How&How ha scelto una tipografia serif realizzata a mano, con tratti irregolari che evocano la stampa tipografica classica. La palette cromatica si basa su tonalità calde – ocra, terracotta e beige – che richiamano la “cucina” del design, un contrasto evidente rispetto ai tipici blu e grigi delle interfacce AI. L’obiettivo è quello di far percepire Ideogram come un laboratorio creativo dove la tecnologia è temperata dal gusto umano.
Il ruolo del giudizio umano
I dati citati da Creative Review, tratto da uno studio Figma, mostrano che il 76 % dei designer professionisti utilizza già strumenti AI (crescita dal 35 % del 2023), ma il 78 % dei creativi britannici avverte una perdita di originalità. Il nuovo brand system risponde a queste preoccupazioni enfatizzando la necessità di un “giudizio umano” nella fase di curazione e rifinitura delle immagini generate. Le animazioni presentate sul sito di How&How mostrano infatti come le immagini AI vengano ulteriormente lavorate con Photoshop e altre tecniche tradizionali, creando un ciclo di iterazione tra macchina e artigiano.
Un messaggio per il mercato
Il re‑branding arriva in un momento in cui molte startup AI cercano di differenziarsi attraverso piccoli dettagli di branding. Ideogram, grazie al lavoro di How&How, si posiziona come piattaforma rivolta a creativi che non vogliono sacrificare la qualità per la velocità. Il manifesto visivo, illustrato nei video di Vimeo pubblicati dallo studio, evidenzia un approccio “taste‑first”: l’AI propone opzioni, ma è l’occhio del designer a scegliere e perfezionare il risultato finale.
Come viene percepito dal pubblico?
Le reazioni sui social, tra cui i post Instagram di nic_vandenbergh e dell’account ufficiale di How&How, hanno sottolineato la coerenza tra il nuovo logo e il messaggio di “controllo umano”. Gli utenti hanno apprezzato la scelta di un simbolo cerebrale che “ricorda che gli umani restano al comando”, e la palette calda è stata descritta come “un respiro di freschezza in un panorama altrimenti asettico”. Anche se alcuni osservatori rimangono scettici sulla capacità di un re‑branding di cambiare la percezione di un prodotto AI, la coerenza visiva e narrativa del progetto ha già iniziato a costruire una nuova identità per Ideogram.
Conclusione
Il lavoro di How&How su Ideogram dimostra che il design di un brand AI può andare oltre il semplice “logo futuristico”. Attraverso un simbolismo cerebrale, una tipografia artigianale e una palette calda, la nuova identità riafferma il ruolo insostituibile del gusto umano nella creazione visiva. In un’epoca in cui l’AI è sempre più presente nella routine creativa, il messaggio è chiaro: la tecnologia accelera, ma la qualità resta nelle mani del designer.