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Il mito di Drexciya approda alla Toronto Biennial con una playlist esclusiva
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Il mito di Drexciya approda alla Toronto Biennial con una playlist esclusiva

3 min di lettura

Il mito di Drexciya è protagonista alla Toronto Biennial 2026 con una mostra dedicata e una playlist esclusiva, curata da Underground Resistance. L'iniziativa, intitolata "Underground Resistance presents Drexciya and beyond", offre ai visitatori in Ontario un'immersione nelle sonorità afrofuturiste del duo di Detroit e nelle narrazioni speculative che hanno definito la loro eredità. L'esposizione è ospitata presso l'Art Museum dell'Università di Toronto, nella Justina M. Barnicke Gallery, e sarà accessibile fino al 20 dicembre.

Il Mito di Drexciya: Origini e Visione

Drexciya, il duo composto da Gerald Donald e James Stinson, ha lasciato un segno indelebile nella storia della techno di Detroit tra il 1992 e il 2002. La loro produzione musicale è inestricabilmente legata a una complessa mitologia: quella di un regno sottomarino, abitato dai discendenti delle donne africane incinte gettate in mare durante il Middle Passage. Questi "Drexciyani" avrebbero sviluppato la capacità di respirare sott'acqua, creando una civiltà avanzata e isolata. Questa narrazione, esplorata attraverso la loro musica e le note di copertina degli album di Underground Resistance, ha trasformato la techno in uno strumento per esplorare temi di diaspora, resilienza e identità.

La mostra alla Toronto Biennial approfondisce proprio questo universo, mettendo in luce come la musica di Drexciya abbia creato non solo suoni, ma anche un'ortografia visiva. Artisti come Frankie C. Fultz, che ha realizzato l'artwork originale per The Return of Drexciya (1996), e AbuQadim Haqq, noto per le copertine di Neptune’s Lair (1999) e The Book of Drexciya Volume One, sono parte integrante di questa narrazione visiva, con le loro opere esposte.

La Mostra e la Playlist Esclusiva alla Toronto Biennial

L'esposizione "Underground Resistance presents Drexciya and beyond" è una componente centrale dell'edizione 2026 della Toronto Biennial. Il percorso espositivo include opere d'arte, postazioni di ascolto e una speciale playlist curata da Cornelius Harris, label manager di Underground Resistance e Submerge. Questa selezione musicale, intitolata "Drexciyan Sonar", è disponibile per l'ascolto per chi si trova in Ontario fino alla chiusura della biennale. La playlist include tracce classiche di Drexciya e brani inediti, offrendo un'esperienza sonora che completa l'immersione visiva nel loro mondo.

L'iniziativa non si limita a celebrare il passato, ma sottolinea la continua rilevanza del mito di Drexciya e del lavoro di Underground Resistance. La cura di Cornelius Harris, figura chiave della scena culturale di Detroit e portavoce della storia musicale della città, garantisce un'autentica rappresentazione dell'eredità di Drexciya e del collettivo UR.

La Filosofia di Underground Resistance e il Contesto della Biennial

Underground Resistance, fondata nel 1989 a Detroit da "Mad" Mike Banks e Jeff Mills, non è soltanto un'etichetta discografica, ma un movimento. Il loro manifesto, ribadito anche in occasione di questa biennale, invoca una "rivoluzione sonora" per combattere la programmazione audio e visiva "mediocre" che "stagna le menti delle persone" e "costruisce un muro tra le razze". La techno, per UR, è una musica basata sulla sperimentazione, una musica per il futuro dell'umanità, capace di unire persone di diverse nazionalità. Questo approccio militante e visionario è fondamentale per comprendere il contesto in cui il mito di Drexciya è fiorito.

La Toronto Biennial 2026, intitolata "Things Fall Apart" e curata da Allison Glenn, si concentra sulla rottura come strumento ontologico. L'edizione esplora le relazioni tra le geografie dei Grandi Laghi e oltre sedici corsi d'acqua globali, toccando temi come la diaspora, le tradizioni sincretiche, i confini, le reti idriche, le storie marittime dell'impero, la giustizia climatica e la fantascienza speculativa. In questo quadro, la narrazione di Drexciya si inserisce con coerenza, offrendo una prospettiva unica sulla resilienza culturale e sulla capacità dell'arte di immaginare futuri alternativi attraverso il suono e la visione.

Conclusione

La presenza del mito di Drexciya alla Toronto Biennial non è un semplice omaggio, ma un riconoscimento della sua persistente influenza sulla cultura contemporanea. Attraverso l'integrazione di arte visiva e sonora, l'esposizione e la playlist di Underground Resistance dimostrano come la musica elettronica possa essere un veicolo per narrazioni complesse e politicamente cariche, capaci di stimolare riflessioni profonde su storia, identità e futuro. L'iniziativa riafferma il ruolo della scena di Detroit come fucina di innovazione e pensiero critico, mantenendo vivo un dialogo tra arte, musica e società che continua a risuonare.