
I vasi di David Drake tornano alla famiglia dopo decenni di custodia museale
Il Milwaukee Art Museum ha restituito due vasi in ceramica dell'artista schiavo David Drake ai suoi discendenti, un gesto significativo facilitato dal Dave the Potter Legacy Trust. Questo trasferimento segna un passo concreto nel riconoscimento del patrimonio culturale afroamericano e nella riparazione delle ingiustizie storiche, evidenziando il valore artistico e la resistenza creativa di Dave the Potter opere realizzate sotto la schiavitù.
David Drake: un'eredità di resistenza creativa
David Drake, noto anche come Dave the Potter, fu un ceramista afroamericano nato schiavo intorno al 1800 a Edgefield, Carolina del Sud, dove morì circa nel 1874. Le sue Dave the Potter opere sono vasi in gres alcalino, realizzati con argilla locale, che si distinguono per un dettaglio eccezionale: molti sono firmati e recano incisioni poetiche o dichiarazioni. Questa pratica era notevole e rischiosa, poiché le leggi della Carolina del Sud proibivano alle persone schiavizzate di leggere e scrivere. Le sue iscrizioni sono interpretate come testimonianza personale e atto di sfida silenziosa.
Il valore delle sue creazioni non risiede solo nella maestria tecnica, ma anche nella loro capacità di narrare una storia di resilienza e autoaffermazione in un contesto di oppressione. Per i suoi discendenti, che hanno scoperto la loro connessione con Drake solo una decina di anni fa, la restituzione di questi oggetti rappresenta un "ritorno a casa" non solo fisico, ma anche simbolico, un atto di "restauro spirituale" che riconnette la famiglia con le proprie radici e l'eredità artistica del loro antenato.
La restituzione dal Milwaukee Art Museum
La Milwaukee Art Museum restituzione di due vasi di David Drake ai suoi discendenti, avvenuta all'inizio di questo mese, è il risultato di un accordo con il Dave the Potter Legacy Trust. I vasi erano entrati nella collezione del museo nel 2010 tramite la Chipstone Foundation, un'organizzazione del Wisconsin dedicata alla cultura materiale americana. La fondazione aveva acquistato i due vasi di Drake tre anni dopo, esponendoli al Milwaukee Art Museum come parte del "Dave Project".
L'accordo prevede che uno dei vasi sia stato riacquistato dal museo, mentre l'altro sarà esposto al pubblico tramite un prestito a lungo termine. Questa soluzione permette di mantenere le opere accessibili al pubblico, garantendo al contempo il riconoscimento della proprietà etica da parte dei discendenti David Drake. Yaba Baker, pronipote di quarta generazione di Drake, ha sottolineato l'importanza che le persone continuino a trarre ispirazione dalla perseveranza e dal genio artistico del suo antenato, assicurando che la sua eredità rimanga visibile. Kantara Souffrant, curatrice del dialogo comunitario al Milwaukee Art Museum, ha evidenziato come il lavoro del Dave the Potter Legacy Trust sia fondamentale per le persone discendenti da schiavi, offrendo loro l'opportunità di ricongiungersi con la propria storia familiare attraverso questi oggetti.
Il ruolo del Dave the Potter Legacy Trust e il contesto più ampio delle restituzioni
Il Dave the Potter Legacy Trust ha giocato un ruolo centrale nel facilitare il processo di restituzione, agendo come interlocutore per i discendenti David Drake e negoziando gli accordi con le istituzioni museali. L'obiettivo del Trust e della famiglia è perseguire una "restituzione etica", che non necessariamente implica la rimozione completa delle opere dai musei, ma piuttosto un trasferimento di proprietà che riconosca i diritti dei discendenti, permettendo spesso la continuazione dell'esposizione pubblica attraverso prestiti o accordi.
Questo modello di restituzione non è isolato. Già lo scorso ottobre, il Museum of Fine Arts di Boston aveva trasferito la proprietà di due vasi di David Drake ai suoi eredi, un accordo descritto dall'avvocato George Fatheree, che segue le richieste di restituzione della famiglia, come un precedente nel contesto statunitense per oggetti acquisiti sotto condizioni di schiavitù. Fatheree ha affermato che nessun museo aveva precedentemente risolto una richiesta di restituzione per oggetti ottenuti in tali circostanze. Queste azioni congiunte da parte di musei e del Trust stanno ridefinendo la conversazione sulla tutela del patrimonio culturale afroamericano, spostandola dal solo riconoscimento alla riparazione concreta.
Il significato per il patrimonio culturale afroamericano
La restituzione dei vasi dell'artista schiavo David Drake ai suoi discendenti rappresenta un momento cruciale per il patrimonio culturale afroamericano. Va oltre la semplice restituzione di oggetti; è un atto di giustizia storica che riconosce la dignità e l'autorialità di individui il cui lavoro e la cui identità sono stati sistematicamente negati e sfruttati. Questi vasi, con le loro firme e poesie, sono testimonianze tangibili della capacità umana di creare e resistere anche nelle condizioni più disumane.
Il processo di identificazione dei discendenti e la successiva restituzione contribuiscono a ricostruire legami familiari e storici spezzati dalla schiavitù, offrendo ai discendenti la possibilità di riappropriarsi di una parte della loro eredità culturale. Questo evento spinge le istituzioni museali a riconsiderare le proprie collezioni e le storie che raccontano, promuovendo un approccio più etico e inclusivo alla conservazione e all'esposizione del patrimonio. È un invito a tutte le istituzioni a impegnarsi attivamente nella riparazione delle ingiustizie del passato, non solo attraverso il riconoscimento, ma con azioni concrete di restituzione e collaborazione con le comunità di origine.
L'omaggio di Theaster Gates
L'influenza di David Drake si estende anche al mondo dell'arte contemporanea. L'artista Theaster Gates, che da oltre trent'anni ha un dialogo artistico e morale con le Dave the Potter opere, ha recentemente donato un vaso di Drake dalla sua collezione personale ai discendenti. Questo gesto è stato il fulcro della sua mostra "Dave: All My Relations" alla Gagosian di New York. Gates, che considera Drake un "archetipo del poeta-ceramista nero", ha persino polverizzato 45 delle sue stesse opere in ceramica per creare un piedistallo per il vaso di Drake, un atto che ha descritto come "giustizia poetica" per elevare l'eredità artistica di Drake sopra la sua. Questo tributo personale e pubblico di Gates evidenzia ulteriormente la crescente risonanza della figura di David Drake, non solo come figura storica, ma come fonte d'ispirazione continua per artisti e come catalizzatore per discussioni su autorialità, razza e le conseguenze della schiavitù nell'arte americana.
Conclusione
La restituzione dei vasi di David Drake vasi restituiti dal Milwaukee Art Museum ai suoi discendenti, insieme ad iniziative simili e agli omaggi di artisti contemporanei, segna un momento significativo. Questo processo evidenzia la responsabilità delle istituzioni culturali nel confrontarsi con le eredità della schiavitù, non solo riconoscendo il valore di un artista schiavo David Drake, ma agendo per riparare le ingiustizie storiche. Tali azioni offrono un modello per future restituzioni e rafforzano la consapevolezza del profondo valore del patrimonio culturale afroamericano, promuovendo una narrazione più completa e giusta della storia dell'arte.