
Alison Knowles: la retrospettiva dei Multipli al Grey Art Museum
La retrospettiva "by Alison Knowles: A Retrospective (1960–2022)" al Grey Art Museum di New York, in programma dal 9 settembre 2026 al 30 gennaio 2027, celebra la carriera di Alison Knowles, figura chiave del movimento Fluxus e pioniera dell'arte dei multipli e della performance. L'esposizione, che chiude il suo tour internazionale, offre una panoramica approfondita sulla sua produzione artistica, evidenziando il suo approccio distintivo e la sua duratura influenza nel panorama dell'arte contemporanea.
Un'ampia panoramica sulla carriera di Alison Knowles
La mostra al Grey Art Museum presenta quasi 200 opere che coprono sei decenni della produzione di Alison Knowles, dal 1960 al 2022. Organizzata dal Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive (BAMPFA) e curata da Karen Moss, questa retrospettiva è la prima indagine completa sul lavoro dell'artista. L'esposizione ha già toccato diverse sedi internazionali, tra cui il Museum Wiesbaden in Germania, il Musée d’art moderne et contemporain di Saint-Étienne in Francia e la Nikolaj Kunsthal di Copenaghen, prima di arrivare a New York. Il percorso espositivo include pittura, stampa, scultura, sound art, performance dal vivo, poesia e libri d'artista, offrendo una visione esaustiva della sua ricerca poliedrica. I visitatori potranno esplorare opere che spaziano dalle sue prime sperimentazioni legate a Fluxus fino ai lavori più recenti.
L'approccio distintivo di Knowles e l'eredità Fluxus
Alison Knowles (1933–2025) è stata una co-fondatrice del movimento Fluxus, un collettivo internazionale di artisti sperimentali formatosi nei primi anni '60. Il suo contributo all'arte si distingue per un particolare interesse verso il cibo, i materiali domestici e le attività quotidiane, un approccio che la differenziava dai suoi colleghi maschili all'interno del movimento. Knowles ha vissuto e lavorato a Downtown Manhattan per oltre cinquant'anni, mantenendo studi a SoHo e Chelsea e collaborando con artisti influenti come George Brecht, John Cage, Charlotte Moorman e Nam June Paik. La sua pratica artistica ha costantemente esplorato la relazione tra arte e vita di tutti i giorni, invitando il pubblico a interagire con opere che trasformano il banale in esperienza estetica.
Event scores e l'arte della partecipazione
Knowles è riconosciuta come una pioniera della performance art e dell'arte dei multipli grazie ai suoi "event scores", brevi istruzioni che invitano all'azione e alla partecipazione. Questi lavori, caratterizzati da un elemento di indeterminazione e da un forte coinvolgimento tattile, rendono l'arte accessibile e riproducibile. Un esempio emblematico è The Identical Lunch, un "event score" del 1967 che prevedeva che Knowles consumasse lo stesso pasto – un sandwich al tonno su pane di grano tostato, senza maionese, accompagnato da lattuga, burro e un bicchiere di latticello o una tazza di zuppa – per due anni, spesso in compagnia di amici e spettatori. Le serigrafie in mostra, realizzate a partire da fotografie Polaroid, documentano questi momenti. Un'altra opera significativa è Make a Salad, sviluppata nel 1962, in cui l'artista preparava pubblicamente un'insalata gigante a ritmo di musica, per poi condividerla con il pubblico, trasformando l'atto culinario in una performance collettiva. Queste opere dimostrano come Knowles abbia integrato la vita quotidiana e la partecipazione del pubblico nella sua ricerca artistica.
La dimensione temporale e la pratica ricorsiva
La pratica di Knowles è caratterizzata da un approccio ricorsivo al tempo. I suoi "event scores" non venivano eseguiti una sola volta, ma ripetuti e reinterpretati in contesti diversi, spesso a distanza di anni. Questo concetto è evidente in opere come Nivea Cream Piece, concepita e presentata per la prima volta nel 1962 e riproposta dall'artista nel 2025, poco prima della sua scomparsa. La mostra stessa include una linea temporale che, pur cercando di tracciare la vita e la carriera di Knowles, ne evidenzia la natura non lineare e la tendenza a tornare sui propri passi. Questo approccio al tempo, che valorizza l'iterazione e la continuità, si riflette nella sua costante esplorazione dei "segreti delle cose ordinarie", come sottolineato dalla curatrice Karen Moss.
Conclusione
La retrospettiva al Grey Art Museum offre un'opportunità per apprezzare la profondità e l'innovazione del lavoro di Alison Knowles. Attraverso quasi duecento opere, l'esposizione traccia il percorso di un'artista che ha saputo fondere performance, oggetti, suoni e testi, ridefinendo i confini dell'arte e invitando il pubblico a una partecipazione attiva. La mostra consolida il suo status di figura centrale del XX e XXI secolo, la cui influenza nell'arte dei multipli e nell'esplorazione del quotidiano rimane rilevante e ispiratrice.